Da qualche anno il funzionamento delle ricette mediche è cambiato e molte persone si ritrovano ad essere confusi sull’argomento.
La ricetta rossa viene stampata su carta speciale ed è quella destinata alla prescrizione di farmaci o prestazioni medico-sanitarie a carico del SSN. Possono essere erogate soltanto dai medici dipendenti o convenzionati con quest’ultimo.
All’interno della ricetta rossa è presente un codice numerico o alfanumerico ed una dicitura corrispondente alla condizione clinica in cui si trova il paziente: il quesito diagnostico.
Si tratta della spiegazione della malattia e la motivazione del perchè viene richiesta una determinata prestazione medica.
Se per il paziente può rappresentare a prima letta un dato incomprensibile, è invece di estrema importanza e utilità per il medico che effettuerà la prestazione indicata: indirizza verso la scelta del trattamento più appropriato, ottimizza i tempi e le risorse evitando di effettuare test inutili, consente una diagnosi più rapida e precisa.
La ricetta bianca rappresenta la prescrizione per una prestazione interamente a carico del paziente. In realtà, lo specialista che la fornisce può indicarvi sopra una prestazione coperta dal SSN, ma in questo caso il paziente deve comunque passare dal medico di base e farsela prescrivere con ricetta rossa.
La ricetta elettronica è un’evoluzione della ricetta rossa che, parzialmente dematerializzata, funge da promemoria per il paziente, consentendogli di recarsi presso la farmacia o la struttura convenzionata e, tramite il Numero di Ricetta Elettronica, può accedere alla prescrizione anche se dimentica la ricetta a casa o se chiede ad un famigliare di passare a ritirare un farmaco. Inoltre, a differenza della ricetta rossa tradizionale, è valida in tutto il territorio nazionale.
Ricetta rossa ed elettronica possono essere ripetibili o non ripetibili. Ci si può servire della ricetta ripetibile per 10 volte nel giro di 6 mesi , la ricetta non ripetibile invece ha validità 30 giorni e può essere utilizzata una sola volta.
Esistono poi la ricetta limitativa, riservata solo a taluni medici o ambienti ospedalieri e la ricetta ministeriale speciale, destinata al trattamento della tossicodipendenza, nella terapia del dolore e nelle cure palliative.