Le mutue sanitarie integrative non sono le mutue aziendali del passato

Placido Putzolu, Presidente della Fimiv, spiega perchè le agevolazioni fiscali ai fondi sanitari non sono un privilegio ma un vantaggio per le aziende e i dipendenti.

 

Riportiamo qui solo alcuni passaggi, puoi leggere la lettera completa a questo link.

 

La natura e le motivazioni delle agevolazioni fiscali ai fondi sanitari

Con risorse contenute versate ad enti che hanno un’esclusiva finalità assistenziale, si garantisce ai lavoratori la possibilità di accedere a prestazioni sanitarie non già garantite dal SSN, o  che di fatto lo diventano  a causa delle modalità di fruizione non garantite dal SSN in tempi adeguati rispetto alle necessità di diagnosi e cura unitamente alla copertura delle spese di compartecipazione (ticket) per le prestazioni erogate dal SSN.

 

È necessario prendere consapevolezza che i contributi destinati alla sanità integrativa sono stati affidati dal legislatore a enti con fini esclusivamente assistenziali tra i quali le società di mutuo soccorso, con l’auspicio che l’autogestione potesse prevalere e la disposizione, fino ad oggi disattesa, che l’affidamento in gestione fosse opportunamente normato.

Chi sono le Mutue sanitarie

Le Mutue sanitarie sono società di mutuo soccorso ad adesione volontaria e aperta con origini ottocentesche, il cui aggiornamento normativo risale però al 2012.

 

Il Codice del Terzo Settore ha riconosciuto la disciplina speciale delle società di mutuo soccorso, ne ha integrato significativamente le disposizioni e ribadito il ruolo di soggetti non lucrativi, che perseguono finalità di interesse generale sulla base del principio costituzionale della sussidiarietà, attraverso lo svolgimento di attività assistenziale in ambito socio-sanitario, in modo aperto ed inclusivo.

 

Le società di mutuo soccorso, inoltre, condividono con la collettività e promuovono quotidianamente un patrimonio nazionale di storia, cultura, valori civici e sociali che rappresenta una parte fondamentale dell’identità del nostro Paese.

 

Nella missione delle Mutue sanitarie integrative vi è una doppia funzione che è sia riparatrice (intervengono ad aiutare nelle situazioni di difficoltà e di bisogno, sopperiscono alle lacune del SSN e ai suoi razionamenti) sia di responsabilizzazione dei propri soci e assistiti affinché essi non siano solo dei consumatori di prestazioni sanitarie e sociali, ma dei cittadini consapevoli che vogliono costruire insieme un sistema di tutele basato su reciprocità e relazione.

La sanità integrativa ha bisogno di regole

La mutualità è un semplice e antico concetto sul quale peraltro si fonda anche il nostro sistema assistenziale pubblico.

 

Le società di mutuo soccorso non “mungono” lo Stato per non andare in disavanzo, la loro sostenibilità è data dagli accantonamenti a riserva indivisibile e da gestioni responsabili e ponderate, trasparenti e condivise tra gli iscritti.

 

Le prestazioni mutualistiche non sono standardizzate né muovono da ragioni commerciali, ma sono costruite sui bisogni degli associati che le approvano, non forniscono servizi preconfezionati ma sostengono la libera scelta, sono vicine alle comunità, ne condividono le istanze e ne sono al servizio.

 

Se c’è qualcosa di cui la sanità integrativa ha bisogno, sono invece le regole senza le quali le azioni deformanti del mercato possono avere la meglio.

 

La Fimiv si batte contro le mutue spurie, create strumentalmente da soggetti di profitto solo per fruire delle agevolazioni fiscali ma mettendo in atto una governance e un modello gestionale imprenditoriali con finalità lucrative.

 

Impegnati in questa battaglia, ci chiediamo se, invece di pensare a comprimere la fiscalità agevolata riconosciuta a enti socialmente meritevoli, non sia più saggio e utile interrogarsi, in assenza di regole, in particolare quelle atte a normare l’affidamento in gestione dei fondi sanitari.